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Flussi 2008,ripescate le domande 2007?

Il ministro del Welfare Sacconi, parlando alla presentazione del rapporto istat sull’immigrazione, apre uno spiraglio per gli immigrati che sono rimasti esclusi dalle quote d’ingresso stabilite nell’ultimo decreto flussi.

Sembra infatti che saranno “recuperati” alcune domande del 2007 insieme al decreto flussi del 2008.
”Credo che discuteremo di una misura utile a compattare la programmazione dei flussi per il 2007 e il 2008 sulla base delle domande già presentate”, ha spiegato Sacconi specificando che ”i lavoratori stranieri sono una componente importante fra i nuovi occupati: il problema è governare i flussi, non subirli. Il passaggio a flussi programmati è la sfida che abbiamo di fronte”.

La mia domanda è: in base a che cosa verranno recuperate tali domande?
Su una quota di 170.000 posti previsti dal decreto flussi 2007, sono state presentate circa 500000 domande di cui la maggior parte erano per Badanti e Colf, anche ammettendo che il 30% (cosa improbabile) delle domande fosse inammissibile, resterebbero comunque circa 350000 di cui solo la metà già con il nulla osta.

Non penso che un nuovo decreto superi le 170000 unità, quindi in che misura ripescheranno le vecchie domande? Spero che il ministro possa dissipare presto questo mio dubbio.

All’università via la Bossi-Fini

Si sa io sono di parte, la Bossi-Fini è secondo me una delle peggiori leggi fatte nel quinquennio berlusconiano, ma con il recepimento di una direttiva europea e il decreto legislativo 17/2008
attuativo della stessa entrato in vigore il 21 febbraio, almeno i ricercatori stranieri delle università italiane potranno soggiornare in Italia senza passare per la burocrazia della legge 30 (la Bossi-Fini appunto).
Come fa sapere il ministero dell’Università e della Ricerca, gli atenei potranno quindi attivare e protocolli di intesa e convenzioni con cittadini extracomunitari chiedendo il visto di ingresso per motivi di studio senza passare per le trafile e le lungaggini della legge 30, io ne so qualcosa. Il visto sarà valido per il tempo stabilito per il programma di ricerca.

Una novità, questa, attesa con ansia e richiesta con forza dagli atenei che lamentavano l’inefficienza della Bossi-Fini che impediva loro la collaborazione con cervelli stranieri
via: Repubblica