Si sa io sono di parte, la Bossi-Fini è secondo me una delle peggiori leggi fatte nel quinquennio berlusconiano, ma con il recepimento di una direttiva europea e il decreto legislativo 17/2008
attuativo della stessa entrato in vigore il 21 febbraio, almeno i ricercatori stranieri delle università italiane potranno soggiornare in Italia senza passare per la burocrazia della legge 30 (la Bossi-Fini appunto).
Come fa sapere il ministero dell’Università e della Ricerca, gli atenei potranno quindi attivare e protocolli di intesa e convenzioni con cittadini extracomunitari chiedendo il visto di ingresso per motivi di studio senza passare per le trafile e le lungaggini della legge 30, io ne so qualcosa. Il visto sarà valido per il tempo stabilito per il programma di ricerca.
Una novità, questa, attesa con ansia e richiesta con forza dagli atenei che lamentavano l’inefficienza della Bossi-Fini che impediva loro la collaborazione con cervelli stranieri
via: Repubblica