Ciao Sydney

Si è spento all’età di 73 anni il regista Sydney Pollack a causa di un cancro.

Lo ricordiamo per i suoi “la mia Africa”, premio oscar nel 1986, “Tootsie” e  “The Interpreter” con Nicole Kidman. Il suo genio lo ha fatto uno dei registi più apprezzati di hollywood degli anni 70 e 80, oltre ad essere un interprete lui stesso.  Kubrick lo scelse per il ruolo di Victor Ziegler in Eyes Wide Shut.
Molti gli attori che hanno lavorato con lui. Oltre a Redford suo attore preferito,  vanno ricordati anche Tom Cruise, Barbra Streisand, Paul Newman, Sydney Poitier.

La sua ultima fatica “Frank Gehry - Creatore di sogni”, narra la storia del celebre architetto che progettò il museo Guggenheim di Bilbao che fu suo amico personale.

Ciao Sydney

Le nomination per i Razzies Awards

Puntuali come mosche sul piatto in piena estate, ecco “Le pernacchie d’oro” 2008, il primo più temuto di Holliwood, ormai giunto alla 28esima edizione.
Sul sito della fondazione che indice il premio si trovano già le nomination per i film peggiori del 2007.

Le nominations per i film peggiori sono:
- Bratz
- Daddy Day Camp (Il campeggio dei papà)
- I Know Who Killed Me
- I Now Pronounce You Chuck & Larry (Io vi dichiaro marito e marito)
- Norbit

I peggior attori sono:
- Nicolas Cage per Ghost Rider, National Treasure: Il mistero delle pagine perdute e Next
- Jim Carrey per 23
- Cuba Gooding, Jr. per Il Campeggio dei Papà e Norbit
- Eddie Murphy (come Norbit) per Norbit
- Adam Sandler per Io vi dichiaro marito e marito

Per quanto riguarda i film che hanno ottenuto maggiori nominations sono:

I KNOW WHO KILLED ME con 9 Nominations
I NOW PRONOUNCE YOU CHUCK & LARRY con 8 Nominations
NORBIT con 8 Nominations
BRATZ con 5 Nominations
DADDY DAY CAMP con 5 Nominations
CAPTIVITY con 3 Nominations

4 mesi, 3 settimane, 2 giorni di Cristian Mungiu

4 mesi 3 settimane 2 giorni Mi sono trovata faccia a faccia l’altra sera con il film di Mungiu, sapevo della vincita al Festival di Cannes nel 2007,  blandamente ricordavo dell’argomento trattato. Ho resistito, ma poi alla fine l’ho preso, tanto ero sola, nessuno mi avrebbe accusata come al solito di fare delle scelte pesanti in tema di film serali.
Non voglio raccontare la storia, ma voglio solo dire che la somatizzazione è stata davvero tale che di sicuro i piani sequenza implacabili del regista hanno raggiunto il loro scopo. Accade una sorta di scelta partigiana e sono sicura che vi capiterà di prendere le parti non della “vittima” vera e propria, Gabita, ma dell’amica Otilia e poi di “tifare” silenziosamente per lei fino a prendere parte ai suoi sospiri, alle sue corse nel buio pesto, alla ricerca spasmodica di un cassonetto, ai litigi con un fidanzato inutile, alla mancanza di fortuna che la accompagna nel compiere i gesti quotidiani, dalla scelta di una camera di albergo, al dimenticare le chiavi o il documento. Sembra andare tutto contro di lei che combatte da sola per portare a termine in qualunque modo il progetto che l’amica Gabita ha deciso di mettere in piedi senza averne la capacità, Gabita è così incapace, così inetta, così incredibilmente stupida.
Non c’è musica ci sono solo i rumori dell’ambiente urbano in cui le due amiche si muovono.
Non ci sono riferimenti geopolitici pur essendo ambientato in Romania poco prima della caduta di Ceasescu, non ci sono giudizi etici o morali su quello che le ragazze stanno per compiere.
Ora più che mai visto che l’argomento oggetto del film è tornato di attualità nel nostro Paese, (in realtà avviene ciclicamente), ne consiglierei la visione a quelli che dopo la moratoria contro la pena di morte hanno pensato incredibilmente di prendere la palla al balzo per farci fare un balzo in un oscuro passato….come in 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni.

La Promessa Dell’ Assassino, David Cronenberg

la promessa dell'assassinoMi è capitato qualche giorno fa di vedere questo film, come tutti i film di Cronenberg dovuto rifletterci sopra prima di scrivere qualcosa.

In una Londra invernale e umida, Nikolai (Viggo Mortensen) è l’autista freddo e crudele di una famiglia appartenente alla mafia russa. La sua crudeltà e freddezza fa da controaltare alla dolcezza di Anna (Naomi Watts), ostetrica inglese che assiste una 14enne incinta che muore durante il parto. Le due vite si incrociano quando Anna ritrova il diario della ragazza e cerca qualcuno della famiglia della ragazza per affidargli la bambina. Traduce il diario e si imbatte così in Semyon (Armin Mueller-Stahl), il capo-famiglia da cui lavora Nikolai…

Cronenberg, oltre a seguire gli stilemi classici del noir, cerca di dire la sua affrontando il tema della morale con un film potente e pieno di tensione; inquietante e crudo fin dalle prime scene, con una fotografia dai colori forti che fa da sfondo a scene crudeli come uno sgozzamento di uomo all’inizio del film o un neonato ancora sporco a cui viene applicato un respiratore.

Il regista descrive il supremo confronto tra bene e male attraverso il personaggio di Nikolai sempre in alternanza tra le due facce della medaglia della vita. Il suo incontro con Anna sembra fargli rivivere una morale perduta nel tempo.

Un film molto preciso, dai toni cupi e inquietanti, dai personaggi ben caratterizzati in continuo mutamento lungo lo svolgersi del racconto, Easten Promises (titolo originale) è un thriller classico stile Hitchcock, impermiato su una struttura forte priva di sentimentalismi melenzi. La nudità dell’uomo viene rimarcata dai simboli tatuati sul corpo dei protagonisti che nel loro eterno mutare cambiano posizione sociale, onore e rispetto atteaverso il rito del tatuaggio.

Splendida la scena di lotta tra Nikolai nudo e due sicari vestiti di nero dentro al bagno turco: l’ultimo mutamento/cambiamento del protagonista.

Consigliatissimo!

Brutti, Sporchi e Cattivi, che capolavoro!!!

Nino manfrediIeri sera, ho ritrovato questo dvd in mezzo a tanti altri e allora ho voluto rivedere una delle commedie più emozionanti e vere di tutta la cinematografia italiana.
Per chi non conoscesse questo capolavoro è la storia di Giacinto (Nino Manfredi) pugliese emigrato a Roma che vive in un sobborgo alla periferia della capitale con la moglie e 10 figli.
La sua unica preoccupazione è quello di difendere dalla avidità della famiglia il milione di lire che gli hanno per la perdita dell’occhio.

Un Manfredi superlativo recita in una regia maniacale di un Ettore Scola ai massimi livelli.
Una commedia dal riso amaro, un film cinico tra battute e gag straodinarie che mette in luce una realtà sociale della periferia romana di anni passati non tanto lontana dalla degradazione delle baracche di extracomunitari dei giorni nostri.

La miseria porta alla disperazione e alla cattiveria, il protagonista come eroe negativo espressione della vita metropolitana è l’immagine della meschinità derivata dalla povertà. La regia sapiente di Scola mette in luce un aspetto della povertà trattandolo con sagacia ed intelligenza.