Gennaio 23rd, 2008 — musica
Ci sono solo 3 dischi del 2007 da riascoltare a ripetizione in questo lungo ed interminabile gennaio del 2008: “La quinta stagione” di Cristina Donà, “Our Love to Admire “ degli Interpol e “War Stories” degli UNKLE.
Oggi parliamo di WAR STORIES, un disco da comprare e da ascoltare a volume altissimo, un disco senza tempo.
“Please forgive me!” inizia così e ti ritrovi subito disidratato ed assetato sotto il sole a picco (Chemistry), subito dopo ricoperto dalla polvere del deserto (parte delle registrazioni si sono svolte negli studi Rancho de la Luna nel deserto vicino a Los Angeles e all’ascolto sembra di essere lì) , ti rialzi e cerchi di stringere una mano amica in “Hold my hand” lo fai ma ti ritrovi pietrificato ed impaurito davanti a Ian Astbury che canta Burn My Shadow.
E’ doveroso e necessario guardare il video di Burn My Shadow
per capire che Fate’s my destroyer e che gli UNKLE si fanno realizzare dei video da paura!!!
Questi signori (James Lavelle e soci)continuano a stupire senza sosta e nel loro laboratorio onirico itinerante mescolano generi e sonorità diversi tra loro come se fossero fluidi magici per regalarci ogni volta un prodotto nuovo,mai banale e soprattutto di difficile classificazione, per fortuna!.
Gli UNKLE sono una vera e propria comunità creativa e per questo (capo) lavoro James Lavelle e Richard File hanno chiamato, secondo un ordine di importanza dato da me, dei geni come Ian Astbury (The Cult), 3D (Massive Attack),Chris Goss e Josh Homme (Queen Of The Stonage), The Duke Spirit, Autolux, Jeordie White aka Twiggy Ramirez, Matthew Caws (Nada Surf) e Gavin Clark (Clayhill).
Se aveste voglia di studiare l’opera omnia degli UNKLE allora non potete prescindere dall’esordio del 1998 Psyence Fiction con l’impronta hip-hop di DJ Shadow e con ospiti come Thom Yorke (——->video indimenticabile ed angosciante quello di “ Rabbit In Your Headlights”, anche qui non si può prescindere dalla visione se non lo si è mai visto), Ian Brown, Richard Ashcroft, Badly Drawn Boy.
Ascoltate anche Never Never Land del 2003 ed avventuratevi in Edit Music for a Film, rivisitazione in stile Unkle di alcune colonne sonore quali 2001 Odissea nello spazio, Blade Runner, Scarface, Kill Bill e altre…..
Buon ascolto e buona visione!!!
Ah dimenticavo… il 1 marzo si esibiranno alla Brixton Academy di Londra, se qualcuno è in zona…
Gennaio 16th, 2008 — Cinema
Mi sono trovata faccia a faccia l’altra sera con il film di Mungiu, sapevo della vincita al Festival di Cannes nel 2007, blandamente ricordavo dell’argomento trattato. Ho resistito, ma poi alla fine l’ho preso, tanto ero sola, nessuno mi avrebbe accusata come al solito di fare delle scelte pesanti in tema di film serali.
Non voglio raccontare la storia, ma voglio solo dire che la somatizzazione è stata davvero tale che di sicuro i piani sequenza implacabili del regista hanno raggiunto il loro scopo. Accade una sorta di scelta partigiana e sono sicura che vi capiterà di prendere le parti non della “vittima” vera e propria, Gabita, ma dell’amica Otilia e poi di “tifare” silenziosamente per lei fino a prendere parte ai suoi sospiri, alle sue corse nel buio pesto, alla ricerca spasmodica di un cassonetto, ai litigi con un fidanzato inutile, alla mancanza di fortuna che la accompagna nel compiere i gesti quotidiani, dalla scelta di una camera di albergo, al dimenticare le chiavi o il documento. Sembra andare tutto contro di lei che combatte da sola per portare a termine in qualunque modo il progetto che l’amica Gabita ha deciso di mettere in piedi senza averne la capacità, Gabita è così incapace, così inetta, così incredibilmente stupida.
Non c’è musica ci sono solo i rumori dell’ambiente urbano in cui le due amiche si muovono.
Non ci sono riferimenti geopolitici pur essendo ambientato in Romania poco prima della caduta di Ceasescu, non ci sono giudizi etici o morali su quello che le ragazze stanno per compiere.
Ora più che mai visto che l’argomento oggetto del film è tornato di attualità nel nostro Paese, (in realtà avviene ciclicamente), ne consiglierei la visione a quelli che dopo la moratoria contro la pena di morte hanno pensato incredibilmente di prendere la palla al balzo per farci fare un balzo in un oscuro passato….come in 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni.
Gennaio 15th, 2008 — Cinema
Mi è capitato qualche giorno fa di vedere questo film, come tutti i film di Cronenberg dovuto rifletterci sopra prima di scrivere qualcosa.
In una Londra invernale e umida, Nikolai (Viggo Mortensen) è l’autista freddo e crudele di una famiglia appartenente alla mafia russa. La sua crudeltà e freddezza fa da controaltare alla dolcezza di Anna (Naomi Watts), ostetrica inglese che assiste una 14enne incinta che muore durante il parto. Le due vite si incrociano quando Anna ritrova il diario della ragazza e cerca qualcuno della famiglia della ragazza per affidargli la bambina. Traduce il diario e si imbatte così in Semyon (Armin Mueller-Stahl), il capo-famiglia da cui lavora Nikolai…
Cronenberg, oltre a seguire gli stilemi classici del noir, cerca di dire la sua affrontando il tema della morale con un film potente e pieno di tensione; inquietante e crudo fin dalle prime scene, con una fotografia dai colori forti che fa da sfondo a scene crudeli come uno sgozzamento di uomo all’inizio del film o un neonato ancora sporco a cui viene applicato un respiratore.
Il regista descrive il supremo confronto tra bene e male attraverso il personaggio di Nikolai sempre in alternanza tra le due facce della medaglia della vita. Il suo incontro con Anna sembra fargli rivivere una morale perduta nel tempo.
Un film molto preciso, dai toni cupi e inquietanti, dai personaggi ben caratterizzati in continuo mutamento lungo lo svolgersi del racconto, Easten Promises (titolo originale) è un thriller classico stile Hitchcock, impermiato su una struttura forte priva di sentimentalismi melenzi. La nudità dell’uomo viene rimarcata dai simboli tatuati sul corpo dei protagonisti che nel loro eterno mutare cambiano posizione sociale, onore e rispetto atteaverso il rito del tatuaggio.
Splendida la scena di lotta tra Nikolai nudo e due sicari vestiti di nero dentro al bagno turco: l’ultimo mutamento/cambiamento del protagonista.
Consigliatissimo!
Gennaio 3rd, 2008 — Libri

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Dicembre 20th, 2007 — Libri

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